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Cosa vedere a Kyoto in 2 giorni

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Stai programmando il tuo viaggio in Giappone e vuoi capire quanti giorni destinare a Kyoto, la città del Protocollo e dei mille templi. Bene, nella zona di Kyoto ci sono così tanti luoghi d’interesse storico e spirituale che non basterebbe una settimana per esplorarli tutti. Incastonata tra le montagne del Kansai, la zona di Kyoto conta la bellezza di 1.400 fra templi e santuari, tra cui 17 siti patrimonio dell’UNESCO.

Impossibile vederli tutti, ma tant’è. In un itinerario realistico, che tenga in considerazione la visita ad almeno tre-quattro principali città del Sol Levante, Kyoto può essere visitata benissimo in due giorni. Certo, dovremo fare delle scelte e sacrificare alcuni monumenti e siti naturali apprezzabili. Ma con la buona dose di organizzazione è possibile portarsi a casa un bel bottino di templi, quartieri e scorci indimenticabili!

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Trasporti a Kyoto: come muoversi durante i due giorni

Kyoto non è dotata di una rete di trasporti capillare come quella di Tokyo. Ci sono due linee della metropolitana, una rete ferroviaria interna e molti autobus, che sono però molto lenti. Per questo non è sempre facile coprire le distanze tra un luogo e l’altro. Il nostro itinerario tiene ovviamente conto di questo aspetto. Nella due giorni kyotese è importante non lasciarsi nulla alle spalle e godersi quanto più possibile i vari quartieri visitati. A Kyoto, d’altronde, la magia è nascosta in ogni angolo.

Per gli spostamenti in treno possiamo servirci del Japan Rail Pass, che è praticamente valido su tutti i treni nazionali e locali giapponesi. La metropolitana è invece a gestione privata e può essere utile in questo senso dotarsi di biglietto giornaliero e bigiornaliero, in base alle esigenze. Quando non è possibile usare né l’uno né l’altro faremo affidamento ai piedi. A Kyoto è piacevolissimo camminare e molte distanze possono essere coperte facilmente.

Vediamo, senza ulteriori remore, cosa è possibile vedere a Kyoto in due giorni.

  1. Primo Giorno
    Monte Inari, pranzo al Nishiki Market, tempio Kiyoumizudera e quartiere delle geishe
  2. Secondo Giorno
    Dal Padiglione d'oro al Padiglione d'argento passando per il Palazzo Imperiale 
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Primo giorno - Tra torii, yatsyahashi e geishe

Mattina al monte sacro di Inari

Tradizione e spiritualità. Sono queste le parole chiave della prima giornata in quel di Kyoto. Si inizia subito col botto, tra i mille torii del Fushimi Inari Taisha. Di torii ne vedrai diversi in tutto il Giappone, ma mai così tanti in una volta.

I torii sono i tipici portali di colore vermiglio posti all’ingresso dei santuari shintoisti. Il Fusimi Inari, il più famoso tra i santuari shintoisti del Giappone, ne conta una migliaia, disposti in una fila ipnotica quanto ordinata che conduce alla cima del sacro Monte Inari, divinità del riso.

Siamo a sud di Kyoto, a 5 minuti di treno dal centro, stazione Fushimi Inari. Dopo aver visitato lo splendido edificio, nel pieno rispetto delle regole, sia ben inteso, puoi intraprendere il sentiero all’ombra dei mille torii e giungere quindi alla vetta, a 233 metri di altezza. Il percorso richiede dalle due e tre ore di cammino e si snoda nel mezzo di un’incantevole foresta di alberi e bambù. La vista finale sulla città e il senso di sacralità dell’esperienza, stiamone certi, ripagheranno della fatica.

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Pranzo al mercato e tramonto al Kiyoumizudera

Dal santuario si torna in centro, sempre via treno. 5 minuti e siamo nella Stazione Centrale di Kyoto, un complesso dal design così futuristico che sembra appartenere a un'altra città. 15 piani in tutto e un numero incalcolabile di servizi, tra cui un hotel, un museo, un teatro, moltissimi negozi e diversi ristoranti. Di fronte la stazione, spicca poi la Kyoto Tower, la costruzione più alta della città.

La lunga escursione sul Monte Inari ti avrà smosso un certo languorino. All’undicesimo piano della stazione ci sono diversi punti ristoro con cui placare la fame. Se invece hai voglia di qualcosa di più tipico e fresco, tieni duro fino al Nishiki Market. Il mercato dista una mezz’oretta di cammino dalla stazione ed è sempre una festa di aromi e sapori. Il piatto forte è sicuramente il sashimi, costa di meno rispetto ad altri posti più in vista del centro ed è anche più buono!

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Se dovessi trovarti a Kyoto il 21 del mese, puoi invece fare un salto al tempio Toji, proprio dietro la stazione. Ogni mese ha infatti sede il Kobo-san, affollatissimo mercato delle pulci in cui dilettarsi tra pezzi di antiquariato e ottimo street food.

L’obiettivo pomeridiano è quello di raggiungere il Kiyoumizudera entro il tramonto. L’affascinante tempio buddista domina la città dalle colline orientali, sin dal 780, ed è patrimonio dell’UNESCO dal 1994. Per farlo, attraversiamo il fiume Kamozawa e incamminiamoci verso est.

Dal Nishiki Market sono circa 35 minuti di cammino. Per non perderci, teniamo come punto di riferimento la lunga Matsubara Dori, che porta dritta ai piedi del tempio. Più impegnativo il percorso dalla stazione. Meglio in questo caso prendere il bus (linee 202, 205, 206 o 207) fino alla fermata Kyomizu-michi, non troppo lontana dalla nostra meta.

Prima di raggiungere il tempio, percorrerai il distretto di Higashyama, tra le zone storiche meglio preservate di Kyoto. Qui il tempo sembra essersi fermato tra le strade sempre più strette, le botteghe in legno, le tante lanterne appese e i figuranti vestiti in kimono. Approfittane per fare un break a base di matcha (il miracoloso tè verde giapponese) e yatsuashi, l’equivalente di squisiti dolcetti morbidi alla cannella.

Da qui, si sale finalmente al Kiyoumizudera. La sua terrazza in legno si affaccia a strapiombo sulla città e sull’intensa foresta di aceri e ciliegi sottostante, regalando una vista unica specie all’imbrunire, quando i colori del fogliame e delle case si mischiano con quelli del tramonto. Prima di rientrare alla base, attingiamo alla sacra fonte del tempio, posta sotto l’ingresso principale: l’acqua è incanalata in tre cannelle, portatrici rispettivamente di longevità, successo lavorativo e fortuna in amore. Non fare l’avido e scegline soltanto una: bere in tutte e tre le cannelle è considerato, se non sacrilego, comunque poco etico.

VISITA IL TEMPIO DI KIYOMIZU-DERA

Cena a Gion, il quartiere delle geisha

Giornata intensa non c’è che dire, ma c’è ancora un ultimo sforzo da compiere. Dai piedi del Kyomizudera si prosegue verso nord, per una quindicina di minuti abbondanti. A coronamento della passeggiata ti aspetta un nuovo santuario, questa volta shintoista, lo Yasaka Jinja, inconfondibile dalle tante lanterne illuminate che squarciano la notte. Il santuario è aperto fino a tarda sera. Avresti tutto il tempo di visitarlo e apprezzarne l’atmosfera solenne, ma si sa la cena ha la sua priorità, a te la scelta!

Proprio a sinistra del tempio di Yasaka ha inizio Gion che è l’ultima tappa della nostro primo giorno a Kyoto. Gion è un quartiere eccezionale, che conserva in pochi isolati la vera essenza di Kyoto e del Giappone. Ci si butta in un dedalo di stradine e vicoletti affascinanti, tra una successione impressionante di casette in legno, che fungono da abitazioni o da botteghe (anzi, spesso sia da abitazioni che da botteghe).

È noto ai più come il distretto delle geishe, visioni sempre incantevoli quanto sfuggenti, che nel dialetto locale si distinguono in geiko (quando ci si riferisce alle più esperte) e maiko (per le apprendiste). Ma è ovviamente molto altro.

Nel labirinto di Gion ci sono anche tantissimi ristoranti e sale da tè, perciò non sarà difficile trovare un posto per la cena. Anzi, sarà difficile scegliere vista l’ampia offerta. Per risparmiare tempo e denaro si può optare per una manciata di yakitori, gli spiedini di pollo alla giapponese, venduti nei diversi angoli del quartiere. Prima di tornare in albergo, un giro lungo Shinbashi-Dori, la strada più caratteristica di tutta Gion, è d’obbligo.

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Secondo giorno - Dal Padiglione d’oro al Padiglione d’argento

Mattinata contemplativa tra templi, giardini zen e tofu

Il secondo giorno si colora delle tinte d’oro e d’argento dei grandi padiglioni. Si inizia con l’abbagliante Kinaku-ji, il sontuoso tempio dorato nella zona nord di Kyoto.

  • Il Padiglione d’oro è un po’ fuorimano e lo si raggiunge con l’autobus 205. Sono circa 45 minuti di viaggio dalla stazione, per questo consigliamo di partire alla buon ora così da godersi la visione del tempio in piena calma e tranquillità, senza la calca di turisti che affolla la zona a ridosso delle ore di punta.

La vista del Padiglione è un quadro da incorniciare: un edificio storico, sebbene ricostruito recentemente, idilliaco e opulento con le sue pareti interamente ricoperte in oro. L’edificio è attorniato da un laghetto e un giardino di rara bellezza, in un perfetto equilibrio tra terra e acqua.

VISITA IL PADIGLIONE D'ORO KINKAKU-JI 

Nella stessa zona sorgono tantissimi altri templi buddisti. Meritevoli di una visita sono il Datoku-ji e il Ryoan-ji, entrambi a una mezz’oretta di cammino dal Padiglione d’oro.

Datoku-ji è un vero e proprio complesso religioso che comprende il santuario principale e ben 23 templi secondari, ognuno dotato di giardino zen. Ryoan-ji è forse il più affascinante. Non fosse per il particolare giardino zen con le 15 pietre che non possono mai essere contemplate contemporaneamente. Proprio così: da qualunque punto lo si guardi, non è possibile vedere più di 14 pietre alle volte.

Se tra enigmi, meditazione e spiritualità ti è venuta fame puoi fermarti direttamente al Ryoan-ji. All’interno di questo tempio c’è infatti un ottimo ristorante: tofu protagonista e prezzi neanche troppo alti per essere parte integrante di un reliquario!

Pomeriggio tra storia e filosofia

Fatto il pieno di tofu, prendiamo il 59 e scendiamo dopo 12 fermate, nei dintorni del Centro Tessile di Nishijin (fermata Horikawaimadegawa). Sebbene sottovalutato nelle normali rotte turistiche, il distretto dei tessuti è una perla sotto ogni punto di vista.

  • È la casa del kimono e ospita numerose dimostrazioni e gallerie dedicate alla veste giapponese per eccellenza. Pazza idea: perché non acquistarne uno e indossarlo per il resto della giornata?

Nishijin è poi vicinissimo ai giardini del Palazzo Imperiale, il Kyoto Gosho, praticamente un must-see della città. Il Palazzo, dall’architettura tanto essenziale quanto grandiosa, è stata la residenza dell’Imperatore del Giappone fino al 1868, anno in cui la capitale fu trasferita da Kyoto a Tokyo. L’edificio, oggi vacante, è visitabile tramite tour guidato. La visita include anche i Sento Gosho (i Giardini Imperiali) veramente stupendi.

Sia il Palazzo che i giardini privati sono poi circondati da un enorme parco, il Kyoto Gyoen, anche ribattezzato non a caso Central Park giapponese. Concediamoci qualche minuto di relax tra i ciliegi e le aiuole di questo parco. Dopodiché, stando attenti a non perderci, percorriamolo verso sud, per raggiungere il Nijo Castle, secondo avamposto del potere che fu, questa volta shogun.

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Dal Palazzo Imperiale è una passeggiata di circa 20 minuti. Nel percorso anche un Museo Internazionale del Manga, una Galleria d’arte (Kyoto-Komanza) e un paio di santuari. A differenza del Gosho, il Castello presenta uno stile stravagante ed è famoso per il pavimento ad usignolo del chiostro, che sembra cinguettare al calpestio. Pare si tratti di un antico sistema di antifurto, assolutamente da testare. 

PRENOTA UN TOUR AL NIJO CASTLE

Vestiti di kimono o in abiti occidentali, rechiamoci verso l’ultima tappa dell’intenso pomeriggio. Destinazione “sentiero dei filosofi", un nome un programma. Siamo nella sponda ovest di Kyoto, poco più a nord dello splendido quartiere di Higashyama, visitato solo 24 ore fa. La fermata metro più vicina è quella di Keage (Tozai Line). Da qui occorre un’altra mezz’oretta di cammino fino all’imbocco del sentiero.

  • Tra Kaege Station e la nostra destinazione, meritano più di una deviazione il parco dei vecchi binari della stazione e il vicino tempio Nanzen-ji, un tempio buddista circondato da uno splendido giardino zen.

Il Tetsugaku no michi, più semplicemente “sentiero dei filosofi” ha inizio dietro un altro tempio (l’Eikando) e si sviluppa lungo un vecchio canale per circa due chilometri all’ombra dei ciliegi e dei verdissimi monti orientali di Higashyama, che danno il nome all’area. Il percorso è un pullulare di templi e santuari nascosti dal muschio e dalla ricca vegetazione, come il bellissimo Honen-in.

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Dopo una mezz’ora circa di cammino, anche un’ora se si è preferito fermarsi a fotografare i vari scorci lungo il sentiero, si arriva al Padiglione d’argento, il Ginkaku-ji. Questo fantastico tempio è la tappa ideale per chiudere il cerchio da dove era cominciato, cioè dal Padiglione d’oro. Costruito sul modello del suo “parente” dorato, il Ginkaku-ji è meno sfarzoso e abbagliante, anche perché, a dispetto dal nome, di argento non lo è affatto. In compenso, l’estetica minimalista dell’edificio e la perfezione del giardino zen che lo circonda evocano un’atmosfera assai più solenne e armoniosa. Da restarci a bocca aperta.

Il gran finale a Pontocho

Prima di salutare Kyoto, è giusto concedersi una cena di quelle raffinate, in grado di conciliare il gusto con la tipicità, la cucina gourmet con gli autentici sapori giapponesi. Il luogo migliore in cui questi elementi si incontrano è sicuramente Pontocho Alley, un vicolo tra i più stretti di Kyoto ma straripante di ristorantini e locali notturni di ogni tipo. Sarà probabilmente per le lanterne giapponesi appese all’ingresso di ogni locale, ma di sera questo vicoletto assume contorni magici.

Cerchiamo il ristorante che più ci ispira (ce ne sono per tutte le tasche) e quindi svicoliamo per un’ultima passeggiata con vista sul fiume Kamogawa. Non è cosa rara, specie in estate, poter cenare direttamente sul fiume, a bordo di apposite piattaforme temporanee.


A Kyoto c'è tanto da vedere! Leggi anche la nostra utile guida: Cosa vedere a Kyoto, l’antica capitale del Giappone.

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